Il progresso della Scienza è un libro con molti capitoli e con molti autori e ciascuno di essi aggiunge qualcosa di nuovo alla comprensione della Natura e delle leggi che la regolano. I progressi nella Scienza avvengono per “salti quantici” o, a volte, disegnando la direttrice di vettori provenienti da diverse direzioni. Archimede descrive le leggi sul galleggiamento dei corpi in un liquido dopo avere fatto delle osservazioni mentre faceva il bagno e Galvani, collegando le zampe di rana ad un graticcio metallico, vede “l’elettricità animale “; nasce così lo studio sui circuiti e le correnti elettriche.

Nella Scienza nessuna conoscenza si presenta già definitiva, ma avviene sempre un processo di elaborazione basato su osservazioni e su deduzioni. Le scoperte sono un quadro, o meglio, una fotografia, di una realtà in continua evoluzione e mutamento, che si arricchisce di dettagli e nitidezza.

Nell’ultimo decennio, forse per l’intervento di qualche burocrate di troppo, si è data una duplice visione della Ricerca, con una distinzione anche terminologica: Ricerca di base e Ricerca applicata. Ma come si fa a distinguere? Una è migliore dell’altra? Non è forse da millenni che l’uomo si pone domande semplici, concrete, ma anche interrogativi profondi? La Ricerca non è altro che il tentativo di rispondere a tutte le domande che noi ci poniamo. E tutto ciò è molto affascinante; la mente dell’uomo è la creazione più affascinante. Dal 1980 in poi la Biologia, da Scienza puramente descrittiva, è divenuta strumento di indagine del funzionamento delle forme di vita e della cellula, sistema complicato quanto l’Universo.

Quando Muller, nel 1986, mise a punto la PCR, sapeva che stava spalancando una porta verso la conoscenza con enormi risvolti sociali ed economici? Alec Jeffrey, quando, del tutto casualmente, capì che si poteva dedurre il profiling del DNA di ogni individuo, permise alla Società di utilizzare nelle aule di tribunale un potente strumento di indagine e di fare giustizia su casi altrimenti non risolvibili. Nel 1996 Clinton istituì la ICMP (International Commission on Missing Persons) che, da piccola organizzazione, è divenuta il più grande programma di identificazione del mondo, utilizzando le tecniche messe a punto grazie al lavoro pioneristico di Jeffrey. La ICMP attualmente gestisce la più grande struttura mondiale nel campo e si è occupata dell’identificazione delle vittime dello Tsunami in Asia e dell’uragano Katrina negli Stati Uniti.

Ha dunque senso parlare ancora di Ricerca di base e di Ricerca applicata? La nostra è una società fortunata, abbiamo mezzi di indagine potentissimi, facciamo in modo che le nostre giovani generazioni non perdano la gioia di pensare e di porsi domande.

Giovanna Montana, IBIM Istituto di Biomedicina ed Immunologia Molecolare “Alberto Monroy” CNR, Palermo (luglio 2015)